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La valutazione del merito creditizio

Per impostare una corretta valutazione del merito creditizio dell’azienda agricola in regime naturale (ovvero tutte e quelle senza bilancio) è necessario ricorrere a documentazione contabile che contenga le necessarie caratteristiche funzionali e descrittive.

Tuttavia i dati presenti nel documento di dichiarazione reddituale del titolare o della stessa società semplice, formulati su base catastale, non consentono la messa in evidenza di flussi economici e consistenze patrimoniali, che poi, indicizzati, costituiscono le informazioni di base per alimentare il modello di rating bancario.

Per ovviare, in parte, a questo stato di cose, normativamente previsto, l’intermediario finanziario sottostante alla regolamentazione di vigilanza, utilizza i dati rivenienti dalla dichiarazione IRAP e dal quadro IVA.

In tal modo il motore di calcolo del rating è alimentato sulla base di dati economici di flusso che consentono di ricostruire una struttura attendibile di costi e ricavi. Il sistema funziona in modo coerente per attività in regime naturale con volume di affari sopra i 7000 euro annui, che utilizzano corrispettivi. Analogamente, sempre su volumi oltre i 7000 euro annui, sono ben rappresentate le attività con una o alcune attività coerenti in fase di fatturazione. Ad esempio coltivazione di cereali ma anche conduzione di frutteti o ancora vivai.

I problemi di interpretazione dei dati sorgono in considerazioni di attività multifunzionali con presenza di attività connesse, servizi conto terzi e agriturismo.

In tali situazioni, sulla base della normativa vigente, la registrazione del volume di affari riguarda solo un percentuale del volume complessivo. Pertanto, pur in presenza registrazioni separate, il volume di affari non è considerato per intero.

Le attività di manipolazione, conservazione, trasformazione, valorizzazione e commercializzazione, di prodotti diversi da quelli previsti dall’articolo 32, comma 2, lettera c) del Testo Unico Imposte sui Redditi (DPR 917/86) sono soggette al calcolo dell’imponibile tenendo conto del coefficiente del 15%. Tali prodotti sui quali si basa il concetto di attività connessa sono individuati con Decreto Ministeriale (Ministero dell’Economia su proposta del MIPAAF) ogni due anni.

Le attività di fornitura di servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzatura riconducibile all’azienda agricola, in base all’articolo 56 bis, comma 3, dello stesso DPR 917/86, sono analogamente oggetto di calcolo applicando ai corrispettivi il coefficiente del 25%. Rientrano in tale ambito anche le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, nonché quelle di ricezione.

La facoltà relativa all’attività di agriturismo viene disciplinata anche dall’art. 5 Legge 413/91, secondo il quale il reddito imponibile vene determinato applicando all’ammontare dei ricavi conseguiti, al  netto  della  imposta  sul  valore aggiunto, il coefficiente di redditività del 25%. Pertanto è evidente anche in questo caso una lacunosità strutturale nella dichiarazione dei redditi.

Non sfuggono a questo stato di cose le attività di allevamento condotte con ditta individuale o società semplice. Possono infatti optare per reddito agrario, purché  venga rispettato l’ottenimento di almeno un quarto del mangime necessario dal fondo, o per la dichiarazione forfetaria ai sensi dell’articolo 56 DPR 917/86. Nel caso di soggetti diversi dalla ditta individuale o dalla società semplice vige un calcolo forfetario con coefficienti di normalizzazione che, pur rappresentando una semplificazione in fase dichiarativa, complicano la lettura dei dati per i fini della valutazione del merito creditizio su base documentale.

Al di là dei flussi economici, indipendentemente dall’attività agricola esercitata, rimane forte lacunosità per quanto attiene le grandezze patrimoniali. In nessun caso, sia in presenza di attività principali che connesse, esse sono registrate con un prospetto in attivo, pertanto non compaiono nei dati utili.

Non concorrono di conseguenza a formare indici per l’analisi e la successiva impostazione del processo di valutazione. Sono eventualmente avvalorati di fatto dall’operatore sulla base di considerazioni commerciali.

A titolo di esempio si riportano i VAM relativi alla provincia di Mantova per l’annata 2014. Sono riportati solo i valori delle regioni agrarie 1 e 2.

VAM Provincia di Mantova (Euro x Ha)

Fonte Agenzia delle Entrate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Colture

Regione Agraria 1

Comuni di:

CASTIGLIONE D STIVIERE, CAVRIANA, MONZAMBANO,

PONTI SUL MINCIO, SOLFERINO, VOLTA MANTOVANA

Regione Agraria 2

Comuni di:

QUANEGRA SUL CHIESE, ASOLA, CANNETO SULL`OGLIO, CASALMORO, CASALOLDO, CASALROMANO, CASTEL GOFFREDO, CERESARA, GOITO, GUIDIZZOLO, MARIANA

MANTOVANA, MEDOLE, PIUBEGA, REDONDESCO

Bosco ceduo € 16.000 € 16.000
Bosco d’alto fusto € 22.500
Bosco misto € 16.000 € 16.000
Canneto € 7.500 € 9.000
Frutteto € 83.000 € 73.000
Incolto produttivo € 10.000 € 9.000
Orto irriguo € 50.000 € 56.500
Pioppeto € 40.000 € 38.000
Pioppeto di golena aperta € 21.500
Prato stabile € 65.000
Seminativo € 36.000 € 36.000
Seminativo irriguo € 68.000 € 58.000
Vigneto € 78.000 € 68.000
Vigneto D.O.C. € 93.000
Vivaio € 68.500

Un’altra importante problematica riguarda gli ammortamenti.

La ricostruzione dei dati contabili ai fini della dichiarazione reddituale non prevede, per i casi sopra menzionati, l’imputazione di ammortamenti. Tale stato di cose porta a iscrivere eventuali acquisti per il totale dell’importo entro l’esercizio. Ovviamente in considerazione di acquisti di beni strumentali il volume di affari risulterà penalizzato.

Come esempio immediatamente percepibile possiamo considerare l’acquisto di una trattrice per un produttore con esclusiva attività cerealicola.

In sede di dichiarazione a fronte di ricavi da conferimento del prodotto sfuso al trasformatore vengono imputati i costi ordinari per la conduzione dell’attività.

Oltre questi, a seguito dell’acquisto, viene imputa il costo totale della trattrice che, in modo diretto, andrà sistematicamente a deprime il volume di affari dichiarato per differenza fra costi e ricavi complessivi.

Per concludere è opportuno illustrare anche il regime IVA prettamente agricolo, previsto dagli articoli 34 e 34 bis del D.P.R. 633/72, che si inserisce nello schema su esposto con determinanti effetti.

Il regime speciale agricolo è un regime forfetizzato al quale possono accedere i produttori agricoli di beni rientranti nella tabella A, parte I, del D.P.R. 633/72. Di seguito viene proposta la Tabella , parte 1.

TABELLA A (*)

PARTE I (**)

Note

(*) Per l’applicazione della presente tabella si osservano le norme delle leggi doganali per le voci corrispondenti alla tariffa dei dazi doganali di importazione.

(**) Per le cessioni dei prodotti agricoli e ittici indicati in tale parte della tabella, effettuate dai produttori agricoli e ittici di cui all’art. 34, si applicano le aliquote corrispondenti a quelle di compensazione forfettaria stabilite dal decreto ministeriale emanato a norma del primo comma del citato articolo.

Prodotti agricoli e ittici

1) Cavalli, asini, muli e bardotti, vivi (v.d. 01.01);

2) animali vivi della specie bovina, compresi gli animali del genere bufalo, suina, ovina e caprina (v.d. 01.02 – 01.03 – 01.04);

3) volatili da cortile vivi; volatili da cortile morti, commestibili, freschi e refrigerati (v.d. 01.05. ex 02.02);

4) conigli domestici, piccioni, lepri, pernici, fagiani, rane ed altri animali vivi, destinati all’alimentazione umana, api e bachi da seta (v.d. ex 01.06);

5) carni, frattaglie e parti di animali di cui ai numeri 3 e 4, fresche, refrigerate, salate o in salamoia, secche o affumicate (v.d. ex 02.02 – ex 02.03 – ex 02.04 – ex 02.06);

6) grasso di volatili non pressato ne’ fuso, fresco, refrigerato, salato o in salamoia, secco o affumicato (v.d. ex 02.05);

7) pesci freschi (vivi o morti), refrigerati, semplicemente salati o in salamoia, secchi o affumicati, esclusi il salmone e lo storione affumicati (v.d. ex 03.01 – ex 03.02), derivanti dalla pesca in acque dolci e dalla piscicoltura;

8) crostacei e molluschi, compresi i testacei (anche separati dal loro guscio o dalla loro conchiglia), freschi, refrigerati, secchi, salati o in salamoia, crostacei non sgusciati semplicemente cotti in acqua (v.d. ex 03.03), derivanti dalla pesca in acque dolci e da allevamento;

9) latte e crema di latte freschi non concentrati ne’ zuccherati (v.d. 04.01);

10) burro, formaggi e latticini (v.d. 04.03 – 04.04);

11) uova di volatili in guscio, fresche o conservate (v.d. ex 04.05);

12) miele naturale (v.d. 04.06);

13) bulbi, tuberi, radici tuberose, zampe e rizomi, allo stato di riposo vegetativo, in vegetazione o fioriti; altre piante e radici vive, comprese le talee e le marze (v.d. 06.01 – 06.02);

14) fiori e boccioli di fiori, recisi, per mazzi o per ornamenti, freschi; fogliami, foglie, rami ed altre parti di piante, erbe, muschi e licheni, per mazzi o per ornamenti, freschi (v.d. ex 06.03 – 06.04);

15) ortaggi e piante mangerecce, esclusi i tartufi, freschi, refrigerati o presentati immersi in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad assicurarne temporaneamente la conservazione, ma non specialmente preparati per il consumo immediato (v.d. ex 07.01 – ex 07.03);

16) legumi da granella, secchi, sgranati, anche decorticati o spezzati (v.d. 07.05);

17) radici di manioca, d’arrow-root e di salep, topinambur, patate dolci ed altre simili radici e tuberi ad alto tenore di amido o d’inulina, anche secchi o tagliati in pezzi; midollo della palma a sago (v.d. 07.06);

18) frutta commestibili, fresche o secche, o temporaneamente conservate (v.d. da 08.01 a 08.09 – 08.11 – 08.12);

19) scorze di agrumi e di meloni, fresche, escluse quelle congelate, presentate immerse nell’acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad assicurarne temporaneamente la conservazione, oppure secche (v.d. ex 08.13);

20) spezie (v.d. da 09.04 a 09.10);

21) cereali (escluso il riso pilato, brillato, lucidato e spezzato) (v.d. da 10.01 a 10.05 – ex 10.06 – 10.07);

22) semi e frutti oleosi, esclusi quelli frantumati (v.d. ex 12.01);

23) semi, spore e frutti da sementa (v.d. 12.03);

24) barbabietole da zucchero, anche tagliate in fettucce, fresche o disseccate (v.d. ex 12.04);

25) radici di cicoria, fresche o disseccate, anche tagliate, non torrefatte (v.d. ex 12.08);

26) coni di luppolo (v.d. ex 12.06);

27) piante, parti di piante, semi e frutti, delle specie utilizzate principalmente in profumeria, in medicina o nella preparazione di insetticidi antiparassitari e simili, freschi o secchi, anche tagliati, frantumati o polverizzati (v.d. 12.07);

28) carrube fresche o secche; noccioli di frutta e prodotti vegetali impiegati principalmente nell’alimentazione umana, non nominati ne’ compresi altrove (v.d. ex 12.08);

29) paglia e lolla di cereali, gregge, anche trinciate (v.d. 12.09);

30) barbabietole da foraggio, navoni-rutabaga, radici da foraggio; fieno, erba medica, lupinella, trifoglio, cavoli da foraggio, lupino, veccia ed altri simili prodotti da foraggio (v.d. 12.10);

31) vimini, canne comuni, canne palustri e giunchi, greggi, non pelati, ne’ spaccati, ne’ altrimenti preparati; saggina e trebbia (v.d. ex 14.01 – ex 14.03);

32) alghe (v.d. ex 14.05);

33) olio d’oliva, morchie e fecce d’olio d’oliva (v.d. ex 15.07 – ex 15.17);

34) cera d’api greggia (v.d. ex 15.15);

35) mosti di uve parzialmente fermentati anche mutizzati con metodi diversi dalla aggiunta di alcole; mosti di uve fresche anche mutizzati con alcole (v.d. ex 20.07 – 22.04 – ex 22.05);

36) vini di uve fresche con esclusione di quelli liquorosi ed alcoolizzati e di quelli contenenti piu’ del ventidue per cento in volume di alcole (v.d. ex 22.05) 37) sidro, sidro di pere e idromele (v.d. ex 22.07);

38) aceto di vino (v.d. ex 22.10);

39) panelli, sansa di olive ed altri residui dell’estrazione dell’olio di oliva, escluse le morchie (v.d. ex 23.04);

40) fecce di vino; tartaro greggio (v.d. 23.05);

41) prodotti di origine vegetale del genere di quelli utilizzati per la nutrizione degli animali, non nominati ne’ compresi altrove (v.d. 23.06);

42) tabacchi greggi o non lavorati; cascami di tabacco (v.d. 24.01);

43) legna da ardere in tondelli, ceppi, ramaglie o fascine; cascami di legno, compresa la segatura (v.d. 44.01);

44) legno rozzo, anche scortecciato o semplicemente sgrossato (v.d. 44.03);

45) legno semplicemente squadrato, escluso il legno tropicale (v.d. ex. 44.04);

46) sughero naturale greggio e cascami di sughero; sughero frantumato, granulato o polverizzato (v.d. 45.01);

47) bozzoli di bachi da seta atti alla trattura (v.d. 50.01);

48) lane in massa sudice o semplicemente lavate; cascami di lana e di peli (v.d. ex 53.01 – 53.03);

49) peli fini o grossolani, in massa, greggi (v.d. ex 53.02);

50) lino greggio, macerato, stigliato; stoppe e cascami di lino (v.d. ex 54.01);

51) ramie’ greggio (v.d. ex 54.02);

52) cotone in massa; cascami di cotone, non pettinati ne’ cardati (v.d. 55.01 – 55.03);

53) canapa (cannabis sativa) greggia, macerata, stigliata; stoppa e cascami di canapa (v.d. ex 57.01);

54) abaca greggia; stoppa e cascami di abaca (v.d. ex 57.02);

55) sisal greggia (v.d. ex 57.04);

56) olio essenziale non deterpenato di mentha piperita (v.d. ex 33.01).

Il meccanismo di funzionamento prevede che in fase di liquidazione la detrazione avvenga in via forfetizzata nella misura pari all’importo risultante dall’applicazione delle percentuali di compensazione, stabilite con Decreto Ministeriale,  all’ammontare imponibile di tutte le operazioni del periodo.

Di seguito le principali voci sulla base delle prioritarie individuazioni di percentuali formulate con i Decreti Ministero dell’Economia e delle Finanze del 12/05/1992 e del 30/12/1997 e successivamente fissate dal DM 23/12/2005.

Vini da uve fresche compresi vini spumanti con esclusione di quelli liquorosi e alcolizzati                12,30%
Animali vivi della specie bovina, compresi bufali                       7%
Animali vivi della specie suina,ovina e caprina, conigli domestici e volatili da cortile vivi, ecc                  7,30%
Latte fresco non concentrato ne zuccherato e non condizionato per la vendita al minuto (esclusi yogurt, latte cagliato, ecc), uova di volatili in guscio, fresche o conservate, miele naturale                  8,80%
Latte fresco non concentrato ne zuccherato destinato al consumo alimentare, confezionato per la vendita al minuto, sottoposto a pastorizzazione                      4%
Fiori e boccioli di fiori, ortaggi, piante frutta fresca, olio, ecc                      4%
Legna da ardere, legno rozzo, legno squadrato (non tropicale), sughero naturale.                      2%

Per le attività di fornitura di servizi svolte mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature e risorse aziendali la L. 350/2003, come chiarito dalla c.m. n. 6 del 16/02/2005, prevede che venga utilizzato un sistema di detrazione forfetaria al 50% sull’IVA incassata.

Qualsiasi azienda può passare dal regime speciale a quello ordinario per opzione, con durata minima triennale.

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