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Biometano circolo virtuoso

A Schiavon, in provincia di Padova, si fa Biometano per autotrazione, per le esigenze di un mercato che sta facendo i conti con la sostenibilità duratura.

L’antropocene, o qualcosa del genere inteso come era totalmente dominata dall’uomo, non deve essere letto come la fine della bontà di quest’ultimo, posto che sia mi stato buono. Non è necessario ascrive a tutti noi la colpa e quindi condannarci ad essere cattivi con la natura. Siamo mammiferi che si adattano all’ambiente, vero è che negli ultimi 200 anni abbiamo anche inciso, peraltro in termini di emissioni di CO2, soprattutto sul clima, quindi proviamo a recuperare.

Pur non vivendo tutti di economia, come dice Fabbri, è pur vero che i paesi che si sono consegnati all’economia, perlomeno tutta l’Europa e gran parte di altre nazioni dove c’è un welfare che deve essere alimentato e sostenuto, optano per un intervento di recupero della carenza ambientale e climatica centrato sulla circolarità, il riuso, ma soprattutto l’ottimizzazione delle risorse.

Capitale e lavoro hanno dominato l’ultimo secolo di sviluppo economico. Hanno alimentato di conseguenza uno modello dove il profitto e la rendita hanno ingigantito il patrimonio, di pochi, redistribuendo in parte la ricchezza.

Il fattore terra è stato relegato ad asset patrimoniale, indipendentemente dalla sua conservazione in piena efficienza rigenerativa.

Riutilizzare e ridurre lo spreco, come anche ottimizzare i fattori produttivi, rideterminando uno schema tripartito con capitale, lavoro ma anche terra, consente di imbastire la strategia per andare a cercare di sanare i gap relativi a quanto provocato con la stessa economia.

Si utilizza quindi l’economia circolare, capace di ottimizzare i fattori, usando, riusando e limitando sprechi e inutili, sempre economicamente parlando, processi di produzione basati su nuove risorse attinte da un bacino limitato.

A Schiavon si fa esattamente questo. 130 coltivatori producono erba medica, mais, cereali, per alimentare stalle condotte direttamente, dentro le quali vacche di razza frisona producono latte, suini e polli carne da macello. Tutti producono cibo, elemento ancora essenziale di un mercato di più o meno 10 miliardi di persone, non un target proprio banale. In agricoltura infatti ci si basa sulla produzione, prima che sulla collocazione del prodotto sul mercato. Tutta la produzione è assorbita, il vero target diverta una tema di volume semmai.

La produzione di cibo genera scarti, gli allevamenti generano scarti. Le deiezioni animali, la pollina (termine meno rude) sono scarti dai quali tuttavia è possibile generare valore.

La dieta dei due impianti di produzione di Bio metano di Schiavon, condotti dalla FemoGas Spa, è basata per il 100% su deiezioni. La materia prima viene trattata e lavorata sul posto, con un sistema di miscelatura che consente di avere il carburante per alimentare i digestori. Con degradazione chimica, nell’ambito della chimica organica, le deiezioni generano gas che viene liquefatto e messo a disposizione del mercato dell’autotrazione. Circa 20 tonnellate al giorno di Biometano perfettamente idoneo ad essere usato da motori a combustione. Biometano conferito per il 90% all’estero con tanto di premium price aggiuntivo sul prezzo base.

Anche i digestori tuttavia generano scarti, di fatto il metodo di produzione è analogo al sistema digerente di un mammifero. Pertanto si presenta di nuovo l’opportunità di usare uno scarto che in questo caso viene riconsegnato agli agricoltori, a titolo gratuito – come del resto a titolo gratuito gli agricoltori conferiscono deiezioni animali. L’utilizzo in campo dello scarto come fertilizzante permette di avviare il sistema e il territorio sulla strada della circolarità. All’infinito.

Il prossimo passaggio sarà quello di alimentare trattori e camion per il recupero delle deiezioni e il ritorno dello scarto agli agricoltori, con lo stesso Bio metano prodotto dagli impianti. Chiuso il cerchio in modo definitivo: capitale, lavoro e terra.

In banali termini burocratici legati alla giustificazione formale di un processo potremmo anche dire che un sistema così articolari sana gli scopi 1 2 e 3 relativi a emissioni dirette, indirette (cioè quelle dei fornitori) e sistemiche (cioè quelle dei fornitori dei fornitori). Per tutta la parte di mondo che vive di economia e non di dominio (Dario Fabbri, Geopolitica Umana, Gribauto, 2024).

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