La necessità di una concreta e funzionale riforma del credito agrario appare ad oggi sempre…
La fiducia alimenta la A di Advocate
Credito implica fiducia, ovvero attenersi a quello che altri promettono. E’ principalmente un rapporto di fiducia che si articola fra colui che ha necessità di avere qualcosa e colui che crede che quella cosa sia in buone mani, tenuta e gestita in modo ottimale, prima di essere restituita.
Su questi presupposti affidarsi a qualcuno in funzione della restituzione di qualcosa, rispetto alla fiducia che questa cosa possa essere restituita, determina un rapporto stabile, di lunga durata, valevole bilateralmente come impegno.
Farsi carico di sostenere questa fiducia con comportamenti e soprattutto prese di posizione implica costruire un framework relazionale, agito tramite una vera e propria attività di networking.
Nel framework relazionale il comportamento di ognuno, ascrivibile a propri bisogni e aspettative, si indirizza verso il sostegno al prodotto servizio. Valorizzandolo in termini di rilascio positivo relazionale.
I soggetti credono nella bontà dell’offerta, la sostengono pertanto con gli altri e muovono verso comportamenti e affermazioni che indirizzano altri clienti.
Posto che la fiducia a livello creditizio permea ogni aspetto relazionale, dalla definizione della proposta, alla gestione CRM, la successiva attività di networking è relativa sia agli aspetti fiduciari del prodotto/servizio, sia alla metrica di sostegno.
Si attiva una prima base fiduciaria che consente al prodotto/servizio di trovare affidabilità nell’erogazione. Contestualmente l’attivazione del networking si appoggia alla fiducia complessiva.
E’ di fatto indispensabile avere una approfondita conoscenza del prodotto/servizio e della sua fungibilità. Anche e soprattutto in termini di applicazione alla controparte.
Il contesto creditizio, di impiego della liquidità fronte di gestione o investimenti, subisce un forte condizionamento relativamente a fattori di sostenibilità economica e finanziaria sul breve e medio periodo.
Il criterio dell’accuratezza della comprensione è funzionale alla corretta impostazione dell’intervento, non viceversa. In quanto comprendere appieno il progetto e redigere un business plan accurato sostengono qualsiasi altra determinazione di scopo.
Solo successivamente alla completa mappatura delle opportunità generabili e alla definizione di un percorso di sostegno finanziario si giunge ad interessarsi alla disseminazione della proposta all’interno del framework dato.
Dal lato della raccolta è determinante un altrettanto profondo livello di interiorizzazione, che attiva la conoscenza esplicita del prodotto/servizio. Solo dopo questa l’operativizzazione di tale fiducia il contraente può assumere una posizione di diffusione, appunto la Advocate.
L’apporto finanziario è il combustibile per ogni attività economica, disciplinato nell’ambito di un approccio comune, già individuato come framework di sistema.
Favorire con l’esempio o con testi diretti o ancora con dialogo un prodotto servizio e un brand identificativo non riguarda il posizionamento ma la vera e propria attività di strutturazione di un network e la sua alimentazione.
La A di Advocate, coerente, scrupolosamente fondata, è l’attività di presidio e sviluppo sul mercato finanziario fatta da utenti che hanno beneficiato della fiducia nel gestire il proprio carburante finanziario.
La stessa fiducia è assicurata all’intermediario finanziario in riferimento alle attività di deposito per rigenerazione della ricchezza.
Legata alla proposta individuale, con relativa seguente attività di monitoraggio, c’è comunque un sistema aperto di comportamenti universali.
Ogni operatore, come in ogni sistema, indirizzare il proprio comportamento verso il vantaggio individuale in direzioni che assumono aspetti condivisi nelle finalità.
La regolazione implicita del sistema consente di identificare i singoli apporti, le scelte di conduzione, come aspetti comunque riconducibili ad un comportamento indirizzato verso una finalità che universalmente diventa comune.
Ogni sistema è per forza di cose aperto, non può esistere un sistema chiuso. L’interazione fra elementi del sistema, che non sono mai unità ma aggregati irriducibili alla semplificazione e interpretazione univoca, è la natura stessa del sistema. La sua esistenza è determinata dalla interazione, per cui ogni sistema è altrettanto irriducibile.
Considerando un tale livello di complessità scaturiscono interazioni sistemiche che determinano una valorizzazione universalistica. Senza poter avvicinare un modello di interpretazione, se non riducendo parzialmente e per ambiti minimi, l’irriducibile, è immanente una traiettoria che analiticamente possiamo individuare.
Sta qui la sensazione della chiusura di un sistema. Prospettiva parziale ma sufficiente alla lettura organizzata dei fenomeni: l’episteme.
Contrapposto alla singola opinione, fin da Platone, è la struttura, ovvero il framewok entro dato per acquisito. Appare di conseguenza come un sistema chiuso.
L’universalità del comportamento collettivo, irriducibile, scarsamente interpretabile se non con un episteme, sorge in apparente contrasto con l’episteme.
In un contesto di movimento continuo, non relativizzato, la somma dei comportamenti individuali, indipendenti e autonomi, determina una complessità tale da tendere all’universalità.
Guardare al sistema finanziario complessivo o a singoli mercati significa lavorare su aspettative che sorgono individualmente dai bisogni e dai desideri dei clienti ma determinano trend universali.
Prendiamo ad esempio il mercato degli impieghi in un certo settore, per esempio mutui per acquisto casa. Le singole aspettative dei singoli clienti sono orientate ad acquisto casa per soddisfare un desiderio di stabilità, o acquisto per mettere a reddito l’immobile, o ancora acquisto per speculare sulla marginalità in aumento del mercato immobiliare, e così via.
Complessivamente in un determinato mercato, in un determinato territorio, a fronte di offerta e domanda che si regolano con i prezzi, assumere un trend di tasso di interesse rispetto ad un altro è determinato in via esclusiva dalla universalità dei comportamenti collettivi.
Altrettando interessante lo studio delle aspettative sul mercato finanziario della raccolta azionaria. Le aspettative dei singoli investitori rispetto ai bisogni ed ai desideri determinano una collettiva e universale traiettoria che non può essere compresa partendo appunto dal singolo caso ma che necessita di studio a livello di sistema complessivo.
Mai chiuso come detto, il sistema complessivo diventa si determina come entità epistemologica che tende all’universale.
