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Il vino fra sostenibilità e innovazione

Siamo nella situazione di dover gestire, mitigandolo in qualche modo, l’innegabile cambiamento climatico.  A livello di produzione vitivinicola è ben noto come gli effetti dell’aumento della temperatura creino le condizioni per un aumento generalizzato della gradazione. Intervenire per mitigare questi aspetti non è difficile se si utilizzano tecnologie antiche, vedi le sperimentazioni sul collocamento dei filari e la gestione gli spazi intra filari, o tecnologie innovative come l’utilizzo di strumentazione digitale a presidio della produzione.
Le condizioni imprescindibili devono essere una rinnovata attenzione alla tecnica ed un solido accompagnamento finanziario, anche di origine sussidiaria rispetto all’intervento pubblico.
Stabilita questa aspettativa diviene però evidente che il punto più difficile sia adeguare, ora o nel prossimo futuro, l’offerta alla nascente dinamica di mercato che indubbiamente si sta orientando a privilegiare vini poco alcolici, facili, freschi, come sappiamo tutti.
Il tema è sempre quello, legato al consumo durante il pasto, pratica decisamente sana e incoraggiabile, ma che sta diventando non più così comune come un tempo. Sia in Italia che in Francia, per chiarire ogni dubbio.
Di conseguenza appare urgente, o perlomeno auspicabile con fretta, il lavoro sui vini, sul loro adeguamento a standard maggiormente rispondenti a richieste di un mercato sempre più prossimo alle caratteristiche richiamate prima.
Il lavoro parte dalla vigna ovviamente ma non va sottovalutato anche il forte coinvolgimento tecnologico a valle del processo. Il tempo è maturo per cominciare a impostare piani di miglioramento per ottenere quei vini che, con qualche rinuncia al carattere ed alla tipicità, sacrosante, per accedere a nuovi caratteri e nuove tipicità.
La transizione ecologica va verso gli aspetti premianti pratiche di sostenibilità, mitigazione dei rischi ambientali e di conseguenza miglioramento del vino per avere davvero un futuro ampliamento del consumo.
La consapevolezza, la tecnica, la disciplina nel rispetto dei criteri sostenibili saranno sempre più al centro dei progetti di miglioramento, come del resto sempre più al centro della valutazione della bontà di questi progetti, sotto il profilo ambientale, sociale ma anche e soprattutto finanziario.
Responsabilità che in perfetto accordo con la transizione ecologica, è e deve essere di tutti: produttori, consumatori, enti pubblici e istituzioni finanziarie.

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