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Perla del Garda

Giovanna Prandini si dedica da 20 anni alla valorizzazione della produzione vitivinicola e olivicola del territorio, mettendo al centro il paesaggio, in una determinante prospettiva di valorizzazione. Perla del Garda, a Lonato, accoglie il visitatore con una magico cortile delimitato da olivi, una terrazza naturale che si ciba di luce.  

34 ettari vitati valorizzano le colline moreniche, fresche e felici, sferzate dai venti magici che dall’apice corrono in discesa sui declivi ampi e le creste definite. Un progetto innovativo appunto, che dal 2006, ha concesso al mercato del vino novità e conferme di qualità. 

L’azienda produce circa 200.000 bottiglie per anno, in prevalenza vini bianchi ma c’è una consistente scorta di rossi a livelli qualitativi davvero elevati. 

Le bottiglie in sé sono per la maggior parte bottiglie audaci, belle, eleganti, anche comode per il ricovero in un frigorifero domestico. Il formato da 0,75 cc non ha nulla in comune con le bottiglie classiche, borgognone o bordolesi, ma si presenta con una base lavorata e una bella “pancia” a rafforzare il collo. Non tozze e sgraziate ma eleganti e “parlati”: raccontano una bella storia di attenzione per i dettagli e la sostenibilità. L’azienda è certificata BIO.

Gli spumanti sono in prevalenza metodo classico base Chardonnay ma anche Lugana e Turbiana. Il Bruta Nature Lugana Spumante DOP è un Turbiana 100%, notevole nella sua sapidità e profondità. Nasce forte e sicuro già in vigna, con un’attenta selezione dei grappoli, che maturano su un terreno argilloso, fresco e adatto ad esaltare un vitigno storico, riscoperto come base spumante. Asciutto e fresco al palato, bolla grossolana, fiera, si sentono fiori bianchi, crosta di pane, mela al naso, secondo me. Vive sui lieviti per 10 mesi prima della sboccatura.

Castel Guelfo, Riserva dei Fondatori, Garda DOP, è base Chardonnay 100%, terreno morenico, evoluto in argilla dura, minerale. E’ un grande spumante italiano dedicato alla famiglia. 3000 bottiglie nel formato originale e funzionale già descritto prima. Un susseguirsi di profumi di fiori bianchi, lime, rose delicate appena recise per ornare un cappello da signora, fascinosa di gran classe.

Madonna della Scoperta Lugana Superiore DOP si eleva sugli altri bianchi per la profondità e la sapidità. Solo acciaio, per un vino fresco e bevibile. Ideale per ogni pasto leggero a base di pesce o carne bianca. Ilo colore è giallo oro, al naso appare complesso. Limone e mela verde, poi erba cipollina. 

La differenza, come gli altri, viene dalla cura in vigna, è li che si determina la sapidità che poi si riflette nel primo sorso, sempre diverso ad ogni vendemmia, sempre complesso ma sincero ad ogni assaggio.

Nella linea dei rossi, in minoranza data la vocazione dell’areale di produzione, spicca il Filo Rosso Garda Merlot DOP, da singola vigna di Merlot. Mora e amarena, al naso, salutare l’argilla e il calcareo suolo, a dare la spalla giusta per il frutto maturo che spicca molto più della spezia.

Sorsi sorridenti accompagnano la bevuta, animata da spirito felice quando il pepe e la cannella gorgheggia nel palato, lasciando una lunghissima sensazione di benessere. Il legno si sente appena, ne carico ne prevalente, un bell’equilibrio che sorprende anche più della bella bottiglia dalle spalle larghe. 

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